Ma perché tanti gabbiani a Roma? Ora potrebbero invadere anche il vostro balcone | Roma.Com

Ma perché tanti gabbiani a Roma? Ora potrebbero invadere anche il vostro balcone

‘Na vorta erano i gatti, che insieme ai piccioni si dividevano cielo e terra della capitale italiana, ora sia tra le nuvole che sui sampietrini a regnare sono i gabbiani reali!

Il gabbiano reale, un ritratto der padrone de Roma

Belli, slanciati, bianchi, si stagliano nel cielo confondendosi a volte con le nuvole; l’unica cosa a risaltare è il loro becco giallo e le loro ali che si scuriscono un poco. La sua apertura alare può arrivare quasi a un metro e mezzo, cosa che se ve aprono le ali davanti ve incutono pure un certo timore, come se fosse uno dei quattro fighi der bigonzo, descritti da Zanazzo. Lui è il gabbiano reale il nuovo padrone de Roma, pe’ l’aria o pe’ tera, lui sta dovunque! Forti, aggressivi e determinati ingaggiano quotidianamente lotte feroci con piccioni e altri piccoli animali presenti in città. Non è inusuale infatti vedere questi uccelli volare avendo nel becco carcasse di altri uccelli o di altre specie. I gabbiani, oltre tutto sono anche dotati di una discreta intelligenza, so’ fini ‘nsomma, se fanno rispettà. Oltre a tutto ciò hanno anche una grande capacità di adattamento, infatti er gabbiano nasce pe’ sta’ sul mare, tra le scogliere, per questo che le sue zampe sono palmate e non sono dotate di artigli come i piccioni o le cornacchie, lui in teoria se move nell’acqua no pe’ i tetti de Roma. Se so’ talmente tanto ambientati, che in pochi anni sono passati da 10 mila a 40 mila esemplari. Ma se il suo habitat naturale sono i posti di mare, che ce fanno 40 mila gabbiani a Roma?

La storia della venuta dei gabbiani a Roma

La risposta alla domanda precedente non può essere solo una, come sempre accade per fenomeni simili ci sono diverse concause che hanno concorso all’espansione di questa specie di uccello nella Capitale. La leggenda vuole però che l’inizio di questa storia di odio e amore, come l’avrebbe battezzata il poeta latino Catullo, risalga a quella volta in cui Fulco Pratesi, fondatore della grandissima organizzazione ambientalista WWF, portò al bioparco di Roma, una gabbianella zoppa per farla rimettere in sesto. Doveva essere la stagione dell’amore, perché un gabbiano che per caso si trovava a volare sui cieli di Roma l’ha cioccata subito, è sceso in picchiata e si sa…l’amore porta anche le sue responsabilità, così iniziarono a nascere piccoli gabbiani di cittadinanza romana, che richiamarono altri loro simili. A sfamare tutti costoro ci pensò per anni la discarica di Malagrotta, fonte inesauribile di cibo e di attrazione di altri gabbiani. Praticamente presero la discarica come un grande buffet, voi mette? Senza andà a caccia hai già tutta la pappa pronta, bella e disponibile! Non che la situazione del centro della città fosse differente, co’ tutta la monnezza che tante vorte rimane in giro pe’ le strade, i gabbiani li inviti a nozze! Così nel corso degli anni la voce s’è diffusa e Roma è stata invasa.

E se i gabbiani si impossessassero di casa vostra?

Calmi, calmi, i gabbiani ancora non hanno sviluppato queste capacità, fortunatamente, altrimenti sarebbero diventati degli autori di rapine perfette. Il problema che sembrerebbe una sciocchezza in prima battuta, potrebbe invece diventare serio. Per chi di voi possiede una terrazza dalla quale godere della vista di Roma (beato a lui) o anche solo un balcone, con molta probabilità in questo periodo potrebbe essere invaso dai gabbiani che proprio adesso entrano nella stagione dell’amore. Qui potrebbero attuare i loro riti di corteggiamento fino ad arrivare all’accoppiamento e alla deposizione delle uova. In questi casi scordateve er terrazzo o er balcone, quello non sarà più terra vostra ma der gabbiano, che lo difenderà con la spada e con i denti! La questione potrebbe essere grave dunque e ad affrontarla con il massimo della serietà è proprio la LIPU, che affronta la questione in un post su Facebook, in cui dà dei consigli su come fare per evitare questa spiacevole convivenza:

In poche parole metteteje paura!

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