Monte Sacro, arriva il parco completamente dedicato a Rino Gaetano | Roma.Com

Monte Sacro, arriva il parco completamente dedicato a Rino Gaetano

Sorgerà proprio nel quartiere tanto amato di Monte Sacro dal cantautore italiano, il parco a lui dedicato, completamente privo di cemento, ecosostenibile e pronto per ospitare anche eventi non solo di quartiere.

Il parco Rino Gaetano a Monte Sacro

Sarà un’area naturale, di circa tre ettari che potrà arrivare ad ospitare anche 12 mila persone: è il parco che proprio il 2 giugno scorso è stata inaugurato intitolandolo a Rino Gaetano. Il cantautore italiano nato a Crotone, aveva con Roma e soprattutto con Monte Sacro un rapporto molto stretto e particolare. Infatti anche dopo aver raggiunto il successo, tornava sempre in questo suo quartiere, legato com’era con la gente e i commercianti di quest’area. E proprio a Monte Sacro da qualche anno si svolge il Rino Gaetano Day che in questo 2021 si è svolto in streaming, a causa ancora delle restrizioni per il Covid. Da parte degli organizzatori si è voluta adottare la tecnologia del live su internet proprio affinché l’evento non risultasse appannaggio di pochi fortunati ma che continuasse, nello spirito che lo ha sempre animato: essere più popolare e aperto possibile. Negli scorsi anni la manifestazione si è svolta sempre in Piazza Sempione, centro e cuore pulsante del quartiere di Monte Sacro, ma dall’anno prossimo si punterà a svolgerla all’interno dell’arena che prenderà il nome dal cantante.

L’inaugurazione del 2 giugno

Proprio il giorno del 40 anniversario dalla morte di Rino Gaetano, nel quartiere romano si è deciso di inaugurare questa nuova area dedicata al cantautore e il vicepresidente del III Municipio, Stefano Sampaolo, dichiara:

“Stiamo per finire i lavori del primo stralcio; il terreno è stato rimodellato e bonificato, abbiamo fatto la sentieristica e piantato alberi ed essenze. Dove prima c’era una landa desolata ora invece è nato un parco”.

La zona inoltre verrà completamente riqualificata e verranno spostate anche le fermate degli autobus con il capolinea:

“Ricollocheremo il capolinea in altri luoghi togliendo gli autobus, che in una riserva sono fonte di inquinamento. Il parcheggio diventerà più grande e articolato e avrà il posto per le bici. E sarà un parcheggio verde, senza asfalto e con l’acqua che permea nel terreno e quindi più ecosostenibile. Così avremo un doppio risultato: porteremo via gli autobus che sono la parte più inquinante e renderemo compatibile un parcheggio con un parco”

Rino Gaetano calabrese di nascita, ma romano d’adozione

È proprio all’età di dieci anni infatti, che uno dei più grandi cantautori italiani, si trasferì insieme alla famiglia nella capitale. Qui nell’adolescenza cominciò a fare le sue prime esperienze nel campo musicale e teatrale, cominciando a suonare nel mitico Folkstudio, dove si esibivano anche altri artisti che poi diventarono famosi, come Antonello Venditti e Francesco De Gregori. Vivere a Roma probabilmente ha dato a Rino Gaetano quello spirito goliardico, sempre festaiolo unita ad un’ironia sempre molto pungente che riusciva a velarsi sotto i testi apparentemente leggeri delle sue canzoni. Brani come Nuntereggae più, Il cielo è sempre più blu, Gianna, Berta filava, sono tutti brani di musica leggera, ma con dei testi descrivono la società del tempo, prendendola in giro nei suoi aspetti più paradossali, perculandola, come si suol dire, portando leggerezza e riflessione allo stesso tempo. C’è forse una migliore descrizione di romano de Roma forse? Crediamo di no.

La tragedia della morte

Purtroppo le cause della morte di Rino Gaetano sono ancora avvolte in parte nel mistero. Le uniche cose certe sono  che il cantautore era di ritorno da una notte passata insieme ai suoi amici di sempre in giro per le strade di Roma e che forse un colpo di sonno o un malore lo abbiano portato a sbandare con la sua auto, ad invadere l’altra corsia e a finire addosso a un camion che procedeva nel senso opposto. Molte leggende sono nate intorno alla morte di questo grande artista, come quella che fosse stato rifiutato da molti ospedali, tesi smentita più volte dalla sorella di Rino; l’unica cosa che sappiamo è che se fosse vivo ancora oggi, il cantautore saprebbe descrivere, forse meglio di chiunque altro con la sua ironia, questo pazzo mondo facendoci godere della sua musica ma allo stesso tempo facendoci riflettere sulla società.

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