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Da quando è stata fondata da Romolo e Remo, nel lontano 753 a. C., ben oltre 2700 anni fa, Roma è stata sempre una città in cui si sono incontrate e si sono unite diverse culture; anche oggi questa tendenza si ripete, vediamo come!
Dalle immagini e dalle statistiche che ci arrivano dal nuovo continente scopriamo sempre di più come tutte le città del mondo siano un coacervo e un incontro di culture ed etnie differenti. New York più di tutte è la grande città occidentale dove le più diverse tipologie di popolazione si incontrano, si mischiano, dando luogo a nuovi usi e nuove usanze. D’altronde si sa, la genetica di base ci insegna che più intrecciamo i nostri geni con patrimoni genetici differenti dal nostro, più il nostro patrimonio cellulare sarà forte e robusto. Uno studio di due anni fa circa, condotto da Alfredo Coppa, antropologo fisico dell’Università di Roma “La Sapienza”, Ron Pinhasi, antropologo dell’Università di Vienna e da Jonathan Pritchard, genetista e biologo dell’università americana di Stanford, ha dimostrato come anche prima della fondazione della Capitale, il territorio dei sette colli era popolato da…romani? Maddeche! Qui 8000 anni fa c’erano cacciatori-raccoglitori provenienti dal medioriente, dall’Anatolia e dall’Iran. Tra i 5000 e i 3000 anni fa invece c’è la testimonianza dell’arrivo di popolazioni provenienti dalla steppa ucraina. Questo studio per la sua straordinarietà ha conquistato anche la copertina della nota rivista scientifica Science.
Con l’avvento dell’impero i romani conquistarono quasi tutto il mondo conosciuto di allora: dalle sponde del Mediterraneo – che diventò il Mare Nostrum proprio perché era tutto romano -, fino alle isole britanniche, confinando a est con la Persia e ad ovest con l’oceano Atlantico. La grandezza, il fasto, l’epicità ormai raggiunta da Roma, attiravano molte persone al suo interno, in primo luogo per essere la Capitale dell’impero, in seconda battuta per le maggiori opportunità lavorative e di successo che dava vivere nella Caput Mundi e in ultima istanza perché era vista da molti disagiati economici, l’ultima àncora di salvezza, visto che per ingraziarsi la folla, gli imperatori erano soliti fare delle elargizioni gratuite di grano e denaro. Tornando allo studio lo studioso dell’Università di Roma “La Sapienza” ha detto:
“L’analisi del Dna ha rivelato che, mentre l’Impero Romano si espandeva nel Mar Mediterraneo, immigranti dal Vicino Oriente, Europa e Nord Africa si sono stabiliti a Roma, cambiando sensibilmente il volto di una delle prime grandi città del mondo antico”
Un melting-pot di persone dunque che ci fa cambiare notevolmente l’immagine mentale della Capitale. Anche successivamente ci sono stati molti eventi scioccanti che hanno cambiato ancora di più la fisionomia della popolazione romana; le invasioni barbariche e la venuta dei popoli dalle steppe russe; la nascita del Sacro Romano Impero che invece ha portato un afflusso di popolazione dell’Europa Centrale. Infine per arrivare all’epoca moderna e a spostamenti limitati a livello nazionale, quando Roma divenne finalmente la Capitale del Regno d’Italia arrivarono numerosi piemontesi, calabresi, marchigiani, campani, abruzzesi, pugliesi e siciliani.
Dai dati del Comune di Roma, possiamo vedere come l’Urbe sia la città italiana con il maggior numero di stranieri residenti in Italia (dati del 2019). In totale sono presenti ben 378 mila persone provenienti da 187 stati differenti; in tutto rappresentano circa il 13,35% del totale della popolazione della città capitolina. Di queste circa 380 mila persone, quasi il 24% provengono dalla Romania, l’11% dalle Filippine e l’8,5% da Bangladesh; seguono poi con percentuali più basse Cina, Ucraina, Perù, Egitto, Polonia, India e Sri Lanka. Al centro di Roma il quartiere sicuramente più multietnico è l’Esquilino, dove prende vita anche il mercato pieno di colori e di profumi provenienti da tutto il mondo. Quartieri come Pigneto e Tor Pignattara invece vedono una grande predominanza di cittadini stranieri provenienti dal Bangladesh. Insomma ieri come oggi, mamma Roma accoglie numerose etnie provenienti da tutto il mondo che trovano qui la bellezza di una città storica e millenaria che ha fatto dell’incontro la sua virtù.
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