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Nei secoli Roma è stata chiamata con diversi appellativi ed è stata soprattutto definita come una città eterna. Ma chi è stato il primo uomo a chiamarla così? E soprattutto perchè Roma è eterna?

Roma è una città che nei secoli ha rivestito una notevole importanza e grandezza, che sin dalla notte dei tempi l’hanno portata ad essere chiamata in diversi modi.
Effettivamente la storia di Roma è davvero lunga e di conseguenza è normale che questa avesse qualche appellativo già nei tempi antichi. Il più antico di questi è “Caput Mundi” che porta la città ad essere considerata come al capo del mondo. La grandezza di Roma infatti è tale da rendere la metropoli non solo il capoluogo del Lazio ma anche la capitale dell’Italia ed in un certo senso anche del mondo, dato che tutto il globo conosce o quantomeno ha sentito parlare di lei.

Roma viene poi spesso considerata come la “Città Eterna”. La capitale ha infatti alle sue spalle una storia lunghissima di circa 3000 anni. È poi una città talmente importante che nessun’altra sarebbe in grado di sostituire la sua grandezza o di superarla.
Nella storia anche altre città come ad esempio la giapponese Kyoto o la mistica Gerusalemme sono state ritenute delle città eterne, ma negli anni però questo appellativo si è perso mentre quello di Roma è rimasto.
Non è facile però stabilire chi per primo abbia chiamato Roma come la città eterna. Alcune fonti riportano che l’imperatore Adriano sia stato il primo ad aver dato questa definizione alla città. Si racconta infatti che l’imperatore abbia pronunciato la frase “Altre Rome verranno, e io non so immaginarne il volto; ma avrò contribuito a formarlo. Roma vivrà, Roma non perirà che con l’ultima città degli uomini.” affermando quindi che Roma sarà una città la cui fine terminerà con la fine del mondo.
Pare però che questa fonte sia stata smentita e che la frase non sia stata pronunciata davvero dall’imperatore in età antica ma che sia semplicemente comparsa nel libro della scrittrice “Marguerite Yourcenar”, nel romanzo “Memorie di Adriano”.

Dunque se non è stato Adriano, chi fu il primo a ritenere Roma come una città eterna? I libri di storia ci riportano ad Albio Tibullio, un poeta latino di scritti erotici del 54 A.C. che nell’opera “Le Elegie” scrisse “Romulus Aeternae nondum formaverat Urbis moenia” ovvero “Nemmeno Romolo aveva ancora innalzato le mura dell’eterna urbe”, dando così vita ad un appellativo che perdura nei secoli.
Una definizione costituita non solo da parole ma anche dai fatti. Fare un giro a Roma è come passeggiare per la storia, perché ci si ritrova davanti ad una città chilometrica che conserva ancora al suo interno le strutture antiche di un tempo. Secondo alcune leggende metropolitane infatti, Roma finirà di esistere soltanto quando crollerà il suo monumento più importante, ovvero il Colosseo. Il crollo però scatenerà anche la fine del mondo.
Roma è poi una città che nei secoli ha saputo regalare un patrimonio culturale stratosferico. È l’erede del latino la lingua da cui deriva l’italiano ed è quindi la culla di una tradizione millenaria ed al tempo stesso la meta preferita dalla gente di oggi, che anche dai confini del mondo almeno per una volta nella vita, arriva a salutare e visitare questa città che una fine non ha.

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