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Le opere di Klimt tornano in Italia, in esposizione a Roma fino a marzo 2022. Che rapporto ha avuto l’artista col bel paese e con la capitale? Quali opere si possono ammirare a Palazzo Braschi?

Conosciuto come uno degli artisti cardine della Secessione viennese, la creazione di un’associazione di 19 artisti, fra pittori e architetti, che si staccarono dall’Accademia di Belle Arti, per formare un gruppo autonomo ed indipendente, Gustav Klimt può considerarsi uno dei pittori più importanti del secolo scorso, nato a cavallo tra la seconda metà dell’800 e gli inizi del ‘900 (morì nel 1918, all’età di 55 anni). Malgrado le ristrettezze economiche, infatti, nulla gli impedì di portare avanti le sue innate capacità creative, i cui frutti non tardarono a farsi vedere già in tenera età. Quando, appena diciassettenne, gli fu assegnata e commissionata la decorazione del cortile del Kunsthistorisches Museum, oggi principale museo di Vienna, nonché uno dei più ricchi e dei più antichi al mondo. La sua influenza fu talmente fruttuosa che, nel 1888, persino l’imperatore Francesco Giuseppe lo insignì di un riconoscimento ufficiale, insieme ad alcune università di cui divenne membro onorario.

(Fonte: Fanpage)
E, tuttavia, dopo sei lunghi anni di inattività, dovuti ad alcune tragedie familiari, fu solo a partire dai suoi primi viaggi in Italia che Klimt intraprese il suo periodo di maggior produzione artistica. Le opere iconiche, di questa incredibile firma del Novecento, possono, infatti, ancor oggi collocarsi all’interno degli anni che trascorse nel bel paese. Fu recandosi due volte a Ravenna che, ad esempio, entrò a contatto con lo sfarzo e la grandiosità dei mosaici bizantini e dell’utilizzo dell’oro. Di quel materiale luminoso, cioè, che lo accompagnerà nella messa a punto dei suoi lavori più celebri, non ultimo il suo famosissimo Il Bacio (1907-1908). E fu esattamente nel 1911 a Roma che, precisamente 110 anni fa, Klimt fu premiato all’Esposizione Internazionale dʼArte, dopo aver esposto, in una sala personale, all’epoca citata dalla stampa come “tempietto”, per la sua forma semicircolare e per l’aura semi-sacrale, i suoi capolavori (otto dipinti, tra cui Il Bacio, e quattro disegni).

(fonte: Il Mercante di Stampe)
Dal 27 ottobre 2021, non è allora un caso ritrovare Klimt proprio nella città che lo onorò più di un secolo fa. Stavolta nelle sale di Palazzo Braschi, in oltre 200 opere, fino al 27 marzo 2022, potrete ammirare, e ripercorrere, le tappe della vita e della produzione artistica di questo incredibile artista, tra dipinti, disegni, manifesti d’epoca e sculture. Un viaggio che vi porterà alla scoperta dei suoi lavori più famosi e delle città che lo ispirarono nella rappresentazione dei suoi paesaggi e nella scelta dei suoi soggetti: da Trieste a Roma, passando per Venezia, Firenze, Pisa, La Spezia, Verona, Ravenna e il lago di Garda. Fino a giungere, alla sua passione per il ruolo della donna, agli scandali che contrassegnarono le sue opere concentrate sull’erotismo femminile, come il famosissimo ritratto di Giuditta (1901).
Promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, per raggiungerla vi basterà recarvi a Piazza San Pantaleo 10, a pochi passi da Piazza Navona, durante gli orari di visita: dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 20.00, sabato e domenica dalle ore 10.00 alle 22.00. Il prezzo del biglietto varia, dall’intero a soli 13 euro agli 11 del ridotto, più ulteriori sconti speciali (solo con preacquisto telefonico obbligatorio) per famiglie, o per gruppi di alunni (nel caso di gite scolastiche).

(Fonte: Wikipedia)
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