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Si trova a pochi minuti dalla fermata di Ponte Lungo ma non è un ristorante giapponese qualsiasi. Propone infatti i piatti che appartengono alla cucina orientale ma li prepara con gli ingredienti della tradizionale cucina romanesca. Siete mai stati al Japporomano?
Si trova nel cuore di Roma, a pochi minuti di passeggiata dalla fermata della metropolitana di Ponte Lungo, ma propone dei piatti che sono in grado di trasportare chi li mangia nei territori oltreoceano.
Si chiama infatti “Japporomano” ed è specializzato nella preparazione del sushi, ma non quello che siamo abituati a mangiare solitamente nei ristoranti. Propone delle pietanze che hanno l’aspetto del classico sushi fatto di riso, pesce e verdure, ma al posto dei soliti ingredienti utilizza i piatti che appartengono alla cucina romanesca.
Non aspettatevi quindi di trovarci i maki al salmone oppure i nigiri al tonno o alla spigola, ma piuttosto delle carbonare e delle amatriciane servite a forma di sushi. Dei piatti che quindi appartengono alla cucina tradizionale ma che vengono stravolti nella forma.
Nonostante i piatti proposti appartengano alla tradizione romana è normalissimo trovare al loro interno anche qualche elemento della cucina orientale, come ad esempio il riso. Proviene direttamente dal Sol Levante, ma chiaramente viene lavorato e coltivato nei campi italiani.
La maggior parte dei piatti vengono poi lavorati su una griglia che arriva direttamente dal Giappone e che si chiama “robotayachi“. È una griglia davvero particolare che ha tre piani e che viene alimentata da una particolarissima carbonella cubana. Contribuisce a regalare ai piatti qualche sapore orientale.
Tutto il resto degli alimenti usati provengono dalla cucina italiana e soprattutto romanesca. Sono materie di prima scelta che vengono lavorate e poi servita sotto forma di nigiri, maki e ravioli gyoza.
Il “Japporomano” è quindi un ristorante che fonde la cucina orientale con quella romana, senza però andare a stravolgere la sostanza dei piatti che compongono quest’ultima.
Il suo obiettivo è infatti quello di servire delle pietanze dai sapori italiani, che però hanno una forma totalmente diversa da quella con cui siamo abituati a vederli.
Non c’è quindi da stupirsi se al “Japporomano” si trovano dei ravioli gyoza al cinghiale in agrodolce oppure all’abbacchio. Sono semplicemente dei gustosi ravioloni che vengono farciti con quelli che dovrebbero essere dei secondi piatti della cucina romana.
Ancora più particolari sono però i makiroll, che non vengono avvolti dalle alghe ma dalla pasta e che sono ripieni di sughi all’amatriciana, alla carbonara e alla cacio e pepe. Sono davvero invitanti ed è difficile resistere alla tentazione di provarli. Oltretutto sono veramente gustosi!
Per non parlare poi dei nigiri! Siamo abituati a vederli preparati con il pesce, soprattutto con il salmone e il tonno, ma al “Japporomano” vengono accompagnati alla mortadella e alla lonza. Sono davvero insoliti ma vale sicuramente la pena provarli, esattamente come lo sono anche i gunkan, che vengono lavorati con gli spaghetti oppure con la scarola. Delle vere delizie che tutti possono gustare in un solo boccone, dato che sono tutte gluten free.
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