Giustizia, la dea fuggita dalla terra e trasformata in una costellazione | Roma.Com

Giustizia, la dea fuggita dalla terra e trasformata in una costellazione

Sono tante le divinità che erano considerate sacre ai tempi dagli antichi romani. Tra queste vi era Giustizia, una dea che aveva scelto di fuggire dalla terra e di rifugiarsi tra le stelle. Ma chi era la dea? E perchè aveva compiuto questo gesto?

Una fuga improvvisa

Ai tempi degli antichi romani vi erano molti dei, ognuno dei quali era venerato in un particolare giorno dell’anno. Il calendario romano era quindi ricco di giorni festivi, durante i quali non si svolgevano le attività lavorative ma si passava il tempo a rendere onore agli dei e a fare dei ricchi banchetti.

L’8 gennaio si dedicava ad esempio la giornata alla dea Iustitia, meglio conosciuta come Giustizia. Era obbligatorio partecipare alla sua cerimonia e renderle omaggio. In suo onore erano stati costruiti altari e templi, ma con il tempo questi sono stati distrutti.

Giustizia era una divinità molto particolare che veniva raffigurata con una bilancia alla mano, una spada e gli occhi bendati. La spada era il simbolo della forza della giustizia, la bilancia invece rappresentava l’equità. Era una dea molto particolare che un giorno, stanca degli uomini poco giusti, era addirittura fuggita dalla terra per rifugiarsi nelle stelle.

Il regno perfetto perde la giustizia

Gli scritti di Esiodo raccontano che un tempo, quando Giustizia era ancora sulla terra, il mondo era totalmente diverso da quelle che conosciamo ora. A regnare i cieli vi era Crono, conosciuto a Roma come Saturno che garantiva la pace su tutto il pianeta.

Gli uomini erano felici sotto il suo regno e vivevano come gli dei. La vecchiaia non esisteva e tutti si godevano la vita facendo grandi banchetti e feste. Non avevano bisogno di lavorare e tutto apparteneva a tutti. Non esistevano neanche le guerre e le carestie ma solamente l’abbondanza. La terra era quindi un piccolo paradiso terreste, fatto di giustizia ed armonia tra gli animali, gli uomini e gli dei.

Gli uomini vivevano di ciò che offrivano i campi e non uccidevano mai gli animali. Gli dei invece non mostravano la loro rabbia nei confronti degli esseri umani e vivano accanto a loro.

Questo periodo di prosperità era anche conosciuto come età dell’oro, al quale però era seguito il momento del ferro. A regnare i cieli non c’era più il benevolo Saturno ma Giove. Con lui il mondo era cambiato e gli uomini erano diventati malvagi. Erano diventati preda dei vizi ed avevano perso il buonsenso ma soprattutto la giustizia.

Per questo motivo la dea Giustizia, ormai stanca dell’uomo aveva scelto di lasciare la terra, nella quale prima aveva vissuto con gli umani. Si era rifugiata nel cielo, in mezzo alle stelle e si era così trasformata nella costellazione della Vergine.

Secondo il poeta Virgilio la pace sarebbe tornata quando la Vergine avrebbe dato alla luce un bimbo che sarebbe disceso dal cielo ed avrebbe cambiato il mondo. Qualcuno pensa quindi che Virgilio potrebbe aver predetto la nascita del Salvatore. In realtà però aveva solo previsto la nascita di Tacete, un bimbo prodigio che aveva svelato e rivelato la religione e le arti divinatorie etrusche.

Livia, la personificazione di Giustizia

Nonostante la dea Giustizia fosse diventata la costellazione della Vergine, i romani avevano visto la sua personificazione in Livia, la moglie di Augusto. Livia era una donna dal grande senso di giustizia ed era molto devota alla dea ed infatti le aveva dedicato un grande altare. È stata poi la moglie del giusto Imperatore Ottaviano Augusto, e la madre di Tiberio, il secondo Imperatore di Roma.

Con le successive generazioni, anche i nuovi Imperatori avevano sviluppato un forte senso di giustizia, introdotto la figura di Iustitia sulle monete e cercato di mantenere la pace e la giustizia nel loro Impero.

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