Ma quanti sono i Castelli Romani e perché si chiamano così? | Roma.Com

Ma quanti sono i Castelli Romani e perché si chiamano così?

Oggi vi portiamo nell’agro romano, a sud della Capitale a scoprire l’area dei Castelli Romani, da sempre tra le più belle e rinomate della provincia di Roma per gite e scampagnate

I Castelli Romani quanti e quali sono?

I Castelli Romani, sono un gruppo di città e piccoli paesi compresi nella parte sud-est della provincia di Roma. Alcuni di questi paesi nascono sulla regina viarum, la mitica Appia, altri si sviluppano sui monti a sud-est che contornano la capitale facilmente raggiungibili con la via Tuscolana, altri ancora invece si affacciano sui bellissimi laghi dei castelli. In tutto si arrivano a contare dunque circa 16 città, da Marino, il più vicino alla Capitale, fino a Velletri e Lariano, agli estremi meridionali di quest’area. A completare la lista ci sono altre 13 città che possono essere divise in tre aree: la Tuscolana, la più grande (Grottaferrata, Frascati, Colonna, Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Rocca Priora, Rocca di Papa), l’Albana (Castel Gandolfo, Albano Laziale, Ariccia) e infine quella lanuvina (Nemi, Genzano di Roma, Lanuvio). In quest’area una volta era presente il grandissimo Vulcano Laziale, che collassando su se stesso ha lasciato ricordi di se nelle due gigantesche bocche ora diventate i laghi di Albano e di Nemi e come altura il Monte Cavo, nel territorio di Rocca di Papa. Una prima presentazione goliardica dei castelli si può prendere da un vecchio proverbio del dialetto di Albano:

Arbanese fregnone e broccolaro, castellano mmiccarolo, genzanese rogarolo, velletrano sette volte villano, marinese ajo, cipolla e peperino, frascatano pallonaro, ricciarolo biedone, rocchiciano fascettaro, nemese sciorno.

Albanense sempliciotto e mangiatore di broccoli, castellano imbroglione, genzanese ha a che fare con i rovi, velletrano sette volte villano, Marino aglio, cipolla e peperino, frascatano contafrottole, ariccino mangiatore di bieta, rocchigiano produttore di fascine, nemorense sciocco.

‘Na bella gita a li castelli, ma perché si chiamano così?

Ma si sa, questi luoghi sono frequentati dall’arba dei tempi, per il buon clima, il buon cibo, il buon vino (soprattutto) e per la grande e rigogliosa natura che circonda e fa di queste città dei luoghi magici. Il nome di questa zona deriva dal fatto che subito dopo la caduta del grandioso impero romano, molte persone, impaurite dalla situazione di instabilità e precarietà politica che era presente a Roma, si rifugiarono nei castelli che vennero costruiti subito fuori la Capitale, da alcune famiglie nobili come i Colonna, i Chigi, i Savelli, gli Annibaldi, gli Orsini, in seguito anche gli Sforza e così via. Queste zone furono per molti secoli teatri di battaglie, anche cruente, con città come Marino che vennero rase al suolo dalla furia della guerra. Dal ‘500 in poi però in quest’area regnò la pace favorendo lo sviluppo e l’abbellimento di queste città da parte dei loro signori. Dalla fine dell’800 poi, con l’espansione delle linee ferroviarie queste zone divennero anche luogo di scampagnate, ottobrate e gite fuori porta anche per le famiglie meno abbienti. Ma già al tempo degli antichi romani queste zone erano conosciute come salubri e molto belle, non a caso personaggi come Pompeo Magno, Germanico e addirittura Giulio Cesare avevano le loro ville rispettivamente ad Albano, Ariccia, e Nemi. Infine non si può dimenticare che, da alcuni studi, sembrerebbe che proprio Velletri sia la città di nascita del primo imperatore romano Augusto, il cui vero nome era Ottaviano, proprio perché discendente anche della gens Ottavia, originaria di queste zone.

Castelli da passeggiare, da mangiare e da bere…

Infine in questa grande area, che può dirsi un vero e proprio polmone verde, è stato istituito qualche anno fa il Parco Regionale dei Castelli Romani, in cui sono presenti numerosi sentieri numerati e tracciati dal CAI attraverso i quali avventurarsi e scoprire queste montagne, questi boschi e la natura presente a sud di Roma. Dopo una passeggiata è d’obbligo un po’ di ristoro e allora via giù alle fraschette di Ariccia, in cui si possono mangiare le migliori specialità della cucina povera romanesca e castellana, insieme ai prodotti tipici di queste zone come le fragoline di Nemi, il vino Doc di Marino e Frascati, il pane di Genzano o di Lariano e la porchetta proprio di Ariccia.

 

 

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