blank

Caricamento...

Roma si candida ad ospitare EXPO 2030

foto di: Immagini prese dal web

Roma è una città coraggiosa che negli anni si è fatta carico di diverse sfide e che ora si sta preparando ad affrontarne un’altra; organizzare ed ospitare l’Expo del 2030. Come si preparerà Roma per il grande evento? Scopriamolo insieme.

 

Tutti pazzi per l’Expo

Sono giorni di fermento quelli che la capitale sta vivendo, a causa alle prossime elezioni del nuovo sindaco di Roma. I candidati si sfidano quotidianamente a colpi di campagna elettorale ma il momento finale è vicino e tra qualche giorno scopriremo chi sarà la nuova guida della città.

A questi momenti poi si aggiunge una notizia che per una volta riesce a mettere d’accordo ogni politico. Questa è stata annunciata qualche giorno fa dal premier Draghi attraverso una lettera nella quale conferma la candidatura di Roma come la città ospitante dell’Esposizione Universale del 2030.

La richiesta di partecipazione al premier era stata mandata qualche mese fa dall’ormai ex sindaca Virginia Raggi, dopo esserci rifiutata di accogliere le Olimpiadi del 2024 nella sua città. Secondo lei i costi per finanziare i giochi erano insostenibili per la capitale,  e la sua decisione aveva creato non pochi dissapori tra lei, i suoi concorrenti e il popolo romano.

Ora invece si presenta l’occasione per poter dimostrare che anche a Roma si possono organizzare dei grandi eventi e la città non ha intenzione di perderla, essendoci per lei le condizioni per poter presentare qualcosa di unico ed economicamente sostenibile.

Di conseguenza nei prossimi potremmo vedere la nostra capitale impegnata in due grandi eventi. Il Giubileo previsto per il 2025 e l’Expo del 2030, qualora la città venisse scelta tra Mosca e Busan, le altre due candidate ad ospitarlo.

 

Il progetto romano

L’Expo è un grande festival che ogni 5 anni viene organizzato prendendo come esempio un grande tema, che cambia ad ogni edizione. I paesi che intendono ospitarlo preparano quindi un progetto che possa essere interessante e che sia affidabile, solidale e che promuova il progresso.

Roma a tal proposito sta elaborando il suo piano. Vorrebbe presentare delle innovazioni che riguardano il vivere in città. Non vorrebbe più costruire dei padiglioni ma degli edifici e delle case sostenibili che possano poi restare nella capitale una volta terminato l’evento.

Poiché ogni stato prende parte all’Expo dando il suo contributo, sarebbe grandioso se ogni nazione costruisse la propria struttura sostenibile ideale.

Per la prima volta poi Roma vorrebbe coinvolgere nel progetto non solo la città stessa ma anche i suoi dintorni, estendendosi sulla Tiburtina, la Valle dell’Aniene e il Grande Raccordo Anulare per arrivare poi fino a San Basilio.

Per realizzare qualcosa del genere però la città dovrebbe cambiare il proprio territorio ed estendere ad esempio la linea metropolitana fino a Casal Monastero. Vorrebbe poi creare un parco fluviale nell’Aniene ma queste sono tutte modifiche che Roma si sente pronta a fare per rendere migliore la propria posizione.

 

 

Un evento secolare

Come già accennato prima l’Expo è quindi un grande evento internazionale che porta una lunga storia alle sue spalle. La sua prima edizione è stata svolta a Londra nel 1850. A questa però l’Italia non aveva preso parte in quanto non era ancora una nazione vera e propria ma semplicemente un agglomerato di piccoli stati. Negli anni però ha ospitato il grande festival per 3 volte, ovvero nel 1906, nel 1911 ed infine nel 2015.

Inizialmente poi l’esposizione non aveva il nome attuale ma veniva semplice chiamata “Great Exibition” ovvero, grande mostra. Negli anni poi la sua fama è cresciuta e ha dato vita ad alcune delle strutture architettoniche più amate e dalla fama mondiale. A

d esempio la famosa Torre Eiffel di Parigi è stata costruita appositamente per l’esposizione del 1889. La struttura poi doveva essere demolita una volta terminato l’evento ma era talmente piaciuta al pubblico che era impossibile cancellarla dalla città ed infatti negli anni ne è diventato il simbolo.