Una stagione in cui festeggiare ma da temere | Roma.Com

Una stagione in cui festeggiare ma da temere

Per molti è la stagione dei nuovi inizi, mentre un tempo era considerato un periodo a cavallo tra la vita e la morte. Un momento dell’anno da temere durante il quale però si celebravano molti festeggiamenti in onore di chi ha scritto la storia di Roma e del dio più potente.

Una stagione dedicata al riposo e ai nuovi inizi

È arrivato l’autunno, quella stagione durante la quale le foglie si ingialliscono e le temperature iniziano a scendere per preparare la gente al freddo invernale. È il momento dell’anno in cui le scuole riaprono e le attività di tutti i giorni riprendono il loro corso.

Per molti questa stagione viene infatti vista come un secondo Capodanno, un periodo in cui ci sono dei nuovi inizi. Non sono quindi poche le persone che alla fine dell’estate scrivono una lista di buoni propositi e desideri da realizzare in autunno.

Secoli fa però l’autunno non aveva lo stesso significato che assume oggi. Era una stagione che annunciava il freddo dell’inverno e che allo stesso tempo prevedeva un lungo periodo di riposo. Un momento dell’anno durante il quale terminavano le stagioni delle guerre e si raccoglievano i frutti del lavoro dei campi.

Era poi un periodo nel quale si rendeva spesso omaggio al dio più potente del cielo, ma non tanto per rendergli semplicemente onore, ma piuttosto per chiedergli protezione in un momento dell’anno che veniva considerato “pericoloso”.

L’arrivo di un periodo pericoloso

Tutti conoscono la scaramanzia dei romani. Erano un popolo che credeva molto nella fortuna e ancor di più nella sfortuna. Cercavano ogni modo per poterla evitare e per vivere in modo sereno la propria vita.

Temevano poi molto il mese di settembre, un periodo dell’anno a cavallo tra l’estate portatrice di vita e l’inverno portatore della morte. Essendo per loro un periodo di transizione, consideravano settembre come un mese pericoloso, al quale bisognava fare attenzione.

Un mese dal quale bisognava proteggersi invocando il dio più potente di tutti e assicurandosi il suo compiacimento. Ecco perchè sia settembre che l’autunno erano dei periodi dedicati al dio Giove.

Delle feste in onore di Giove e degli uomini più grandi della storia romana

Era quindi in onore di Giove che si svolgevano i principali rituali e le celebrazioni di settembre.

Per esempio è proprio in questo mese che è stato scelto di festeggiare la nascita di Romolo, il primo uomo ad aver rappresentato il potere di Giove sulla terra.

Allo stesso tempo è nel mese di settembre che è stato deciso di celebrare la nascita di Augusto. Pare sia stato l’imperatore stesso a voler collegare il festeggiamento della sua nascita al culto di Giove.

È in onore a tutto questo che ha fatto poi costruire la più grande meridiana di Roma, che oggi si trova a Montecitorio. È  stata posizionata in questa zona di Roma affinchè nel giorno del compleanno dell’imperatore la meridiana proietti la sua ombra sopra l’Ara Pacis, il simbolo più grande della magnificaneza di Augusto.

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