Vittorio De Sica, 121 anni dalla nascita del padre del Neorealismo | Roma.Com

Vittorio De Sica, 121 anni dalla nascita del padre del Neorealismo

Nasceva oggi nel 1901 Vittorio De Sica, uno dei padri del Neorealismo e brillante attore di commedie all’italiana: ripercorriamo la sua vita con alcune curiosità e i suoi film più celebri

I suoi capolavori da regista

Nasceva oggi nel 1901 Vittorio De Sica, tra i cineasti più influenti della storia del cinema italiano, uno dei padri del Neorealismo e uno dei maggiori attori della commedia all’italiana. Subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nasce questo movimento artistico che trova nel cinema l’espressione più congeniale per raccontare un Paese che doveva piano piano risollevarsi dalla distruzione e dalla povertà provocata dall’invasione tedesca e Vittorio si fa portavoce di questo gruppo di registi che cercano di fotografare spaccati popolari di un’Italia da ricostruirsi.

Così film come Sciuscià e Ladri di biciclette vinsero l’Oscar come miglior film in lingua straniera, così come Il giardino dei Finzi Contini e la pellicola Ieri, oggi, domani. Oltre ai film citati, si ricordano della sua produzione da regista anche Matrimonio all’italiana, la trasposizione cinematografica di Filomena Marturano di Eduardo De Filippo e La ciociara, tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia che vinse il Nastro D’Argento, il David di Donatello, la Palma D’Oro al Festival di Cannes e l’Oscar alla migliore attrice per Sophia Loren.

Attore teatrale e cinematografico di spicco

Il suo esordio nel mondo dell’arte avviene attraverso il teatro nella compagnia di Italia Almirante negli anni ’20, celebre diva del muto. Furono più di 100 le rappresentazioni alla quale prese parte in circa 20 anni prima di approdare al cinema, spaziando dal comico al drammatico.

Come attore nel grande schermo esordisce negli anni ’30 con commedie garbate come Gli uomini, che mascalzoni in cui lancia la celebre canzone Parlami d’amore Mariù, suo cavallo di battaglia per il resto della carriera. Ha recitato a fianco di grandi attori e attrici del suo tempo, da Gina Lollobrigida a Sophia Loren fino a Totò e soprattutto Alberto Sordi, con un connubio che raggiunse l’apice con Un italiano in America del 1967 dove interpretò uno squattrinato emigrato negli USA, che sfrutta la partecipazione a una trasmissione televisiva per incontrare il figlio che non vedeva da tempo e al quale fa credere di essere ricco.

L’amore per Napoli, il figlio Christian e la dipendenza da gioco

Era amante della musica napoletana al punto che partecipò come autore a un Festival della città partenopea e incise un album nel 1971 interpretando anche brani in quel dialetto, a testimonianza del forte legame e dell’amore che nutriva anche nei confronti di Napoli stessa.

Fu sposato due volte e dal secondo matrimonio con l’attrice spagnola Maria Mercader nascerà Christian che seguirà le orme paterne diventando un grande attore. Proprio il film celebrerà il padre nella commedia Sono solo fantasmi, da lui stesso diretto e ambientato proprio a Napoli, in cui comparirà anche il padre sotto forma di fantasma e in cui sarà raccontata anche la sua dipendenza da gioco d’azzardo. Morì nel 1974 a causa di un tumore ai polmoni e la sua salma riposa nel cimitero monumentale del Verano a Roma.

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