Addio a Riccardo Modesti, il gentleman delle notti romane | Roma.Com

Addio a Riccardo Modesti, il gentleman delle notti romane

In questo terribile periodo ci troviamo a piangere la scomparsa di un altro amato personaggio delle nottate romane: Riccardo Modesti. Ne leggiamo il ricordo attraverso le testimonianze di alcuni fra i professionisti che hanno condiviso le sue iniziative.

Franco Aicardi (Promoter, Dimension City)

“Ho conosciuto Riccardo Modesti proprio al Much More dove lavorava Faber Cucchetti. Lo invitai con le telecamere de I Falchi Della Notte. Anni mitici, poi tante serate insieme in tutti i locali di Roma, gli incontri da Vanni. Una volta è venuto con me anche a Riccione quando promuovevo la Baia Imperiale e le serate a Fregene al Miraggio, al Tirreno al Gilda On The Beach. Poi il suo Premio Piper dove mi invitò e mi premiò per la Dimension Card e Radio Dimensione SuonoMiss Intimo il suo concorso di bellezza, mai volgare. Gli feci fare pure la sfilata ed il concorso a La Villa al Fleming per i 30 anni di Dimension City. Ciao Riccardo. Con la tua simpatia ed il tuo sorriso sarai sempre nel mio cuore.”

Francesco Acampora (giornalista e presentatore)

«Ho conosciuto Riccardo Modesti il secondo giorno in cui ho messo piede a Radio Luna, in cui ho mosso i miei primi passi. Riccardo era amico dei tre proprietari, ma soprattutto era un vulcano di idee e un compagnone straordinario. Pur decisamente più grande di me aveva sempre una parola simpatica e una battuta soprattutto su uno degli argomenti preferiti da entrambi: le donne. Negli anni ogni volta che ci siamo incontrati ho sempre trovato il suo spirito bonario ed il suo sorriso amichevole. Lo ricorderò.»

Faber Cucchetti (dj e fotografo)

«Alle volte ti affezioni alle persone anche se non le conosci a fondo. Riccardo lasciava in tutti un sapore di buono senza essere stucchevole. Ha lavorato in varie occasioni con mio fratello Luca, con me ma anche e soprattutto con mia madre. Era suo coevo,  e condivideva con Rumy il gusto per gli scenari retrò ed artigianali. In più di 50 anni di locali notturni ha sempre saputo destreggiarsi con dignità e semplicità, avvicinando con immancabile signorilità sia i grandi nomi dello spettacolo che i personaggi più improbabili. Questi ultimi, e non sono pochi, gli devono momenti di notorietà unici.»

Corrado Rizza (dj e scrittore)

«Ho conosciuto Riccardo Modesti nella metà degli anni ‘70, molto prima di frequentare il mondo della notte. Infatti spesso ho accompagnato mio padre che veniva invitato in qualità di pittore nelle premiazioni che Riccardo organizzava in vari posti tra cui il Piper. Era molto amico di mio papà, che ne parlava sempre con grande affetto. Poi negli anni sono diventato un dj, ho rivisto Riccardo tantissime volte e siamo diventati amici. Mi diceva sempre: “Rizza, salutami tuo padre“. Riccardo era sempre lì; lo vedevi al Gilda, da Vanni oppure in tv quando era uno dei famosi Falchi Della Notte. Insomma con Riccardo va via un caro amico ma anche un pezzo di storia della nightlife romana.»

Enio Drovandi (attore)

Il ricordo è quello di tutti: una persona amabile a cui sono stato e sono legato perché rappresenta la mia vita artistica di inizio carriera. Rammento di aver ricevuto un premio Piper nel 1988 come personaggio dell’anno per la mia partecipazione a I Ragazzi Della Terza C, con una Simona Ventura valletta di Riccardo che mi consegna il premio. E poi ha inventato il manager senza ufficio, facendo incontri al bar Vanni. Geniale! È stato il primo a portare ospiti famosi alla prima Festa della vita nel 1990, dopodiché non è mai mancato in 30 edizioni.»

 Massimiliano “Piovra” Baiocchi (Neo Club)

«Da tecnico delle luci, audio ed effetti speciali al Piper Club, ogni anno seguivo alcuni appuntamenti presentati da Riccardo Modesti: Miss Intimo, Premio Piper e il compleanno del Piper stesso.
I primi anni andò tutto bene, poi un pomeriggio durante le prove, credo fosse un Premio Piper, Riccardo mi portò un microfono senza fili. Non era abituale nei locali in quegli anni ma lo montammo e facemmo le prove per tutto il pomeriggio.
Andammo a cena, un panino in queste occasioni visto il poco tempo a disposizione e alle 22, tutti pronti. Parte lo show e dopo 10 minuti inizia l’effetto pesce, ovvero il microfono non funzionava. Rimediai subito con un microfono con il filo, che avevamo pronto d’emergenza.
A fine spettacolo, mentre era iniziata la discoteca, iniziai a controllare il motivo, prove su prove e scoprii, come da migliore tradizione tecnica, che si erano semplicemente scaricate le batterie… Quando lo rivelai a Riccardo scoppiammo a ridere e dall’evento successivo mi portò sempre le batterie di riserva e voleva che le montassi prima di iniziare lo show, verificando ogni volta. Ciao Riccardo, mi mancheranno quei caffè da Vanni, il “tuo ufficio” da tanti anni.»

Claudio Casalini (dj, discografico)

«Un altro pezzo di Rome by Night che se ne va. Lo conoscevo dalla fine degli anni ‘60, quindi da oltre 50 anni. Siamo cresciuti a feste ed andavamo spesso allo stadio insieme, ambedue di fede juventina. Conobbi Riccardo Modesti perché lavorava nel settore della moda, come mia moglie Anna Paola, che fece qualche sfilata anche per lui. C’era anche Stella Carnacina, prima ancora che diventasse attrice. Ricordo che organizzò Kleptomania per Gino Alessandrini che aveva delle boutiques a Roma, e poi organizzò una festa a fine 1970, dove io misi i dischi prima di trasferirmi a Londra. Organizzava i salotti culturali del giovedì sera allo Scarabocchio, lavorava a GBR ed era uno dei Falchi Della Notte. Una volta lavorammo anche in radio insieme, credo che ci chiamò la mamma di Faber Cucchetti: era una trasmissione mattutina nella quale lui leggeva i giornali e commentava, ma spesso dalle nostre bocche uscivano strafalcioni. E ancora ebbe l’idea di creare una manifestazione in cui le ragazze sfilavano in reggiseno e mutandine. All’inizio nessuno gli diede corda, ma poi la cosa prese piede e la portò avanti con molta passione e professionalità. Il Piper Club era il palcoscenico adatto per questo tipo d’eventi a cui partecipavano anche attori famosi ed i presentatori erano anch’essi molto conosciuti. Talvolta mettevo i dischi, anche se da questo punto di vista si era spesso disorganizzati, ma non era un lavoro facile e lui inizialmente faceva quasi tutto da solo. Per me era una quercia. Più grande di me di diversi anni ma inossidabile, soprattutto lo vedevo come persona integra, sana. Non ricordo fumasse, né tantomeno bevesse. Per questo lo ritenevo indistruttibile! Bravo ad organizzare feste ed eventi di ogni tipo soprattutto legati alla moda; presentatore in TV ed intervistatore, dj radiofonico, ex direttore anche di Radio Luna a Roma, ma soprattutto patron di Miss Intimo. Sono stordito ma a dire il vero preoccupato… Questa è una strage! Speriamo si esaurisca presto. Il suo ufficio era da Vanni, come pure per altri addetti ai lavori: da quando esiste il cellulare, il posto migliore per conoscere e rivedere persone e personalità, e magari organizzare nuovi eventi. A Roma, Modesti era molto conosciuto, per anni ha festeggiato il suo compleanno insieme a Massimo Marino all’Executive. Erano molto amici e fecero un film insieme, Showbitz di Luca Ferrari. Il suo migliore amico era Shultz, ma anche Carlo Provenzano, Stefano Natale, e non dimentichiamo Pasquale Africano, la guardia di Forum, che ci lasciò a Grottaferrata 13 anni fa. Non sta a me dire se Riccardo Modesti fosse colto e se fosse bravo nel suo lavoro, ma in una Roma ricca di talenti in altri settori dell’arte e dello spettacolo, lui si era ritagliato uno spazio importante che difendeva con grande personalità, senza alcuna vergogna per le cose che portava avanti. Se qualcuno si rifiutava di organizzare o presentare certi eventi, lui no e nessuno riusciva a fare quello che invece lui sapeva fare molto bene. Da un certo punto di vista Modesti è insostituibile

Fabio Carnevali (editore e giornalista)

«Ho conosciuto Riccardo alla fine degli anni ‘80, era reduce dal successo del programma tv I Falchi della notte, io un 20enne che si accingeva a creare il mensile Roma di Notte e lui mi prese subito in simpatia, perché ero il primo a cimentarmi in un progetto editoriale su carta dedicato al mondo della notte, cosa che ricordava a tutti ogni volta che ci incontravamo in pubblico: “Io con i Falchi e tu con Roma di Notte siamo stati gli antesignani, i primi a parlare della nightlife romana e dei suoi protagonisti”, ripeteva sempre. Mi ha invitato tante volte in giuria al suo concorso Miss Intimo e con lui c’è sempre stata una bella amicizia. Riccardo era un gentleman d’altri tempi, educato nei modi, elegante nel vestire, con la battuta pronta (del resto era toscano). Sono davvero rattristato, arrabbiato con questo maledetto virus, ma Riccardo dobbiamo salutarlo con il sorriso, come avrebbe voluto lui.»

Maurizio Amadio (disc jockey)

Riccardo era una persona gentile, cortese, sempre disposto al sorriso, sempre impegnato a mettere pace. L’ho conosciuto a Radio In 101, la mattina conduceva un talk con molti personaggi dello spettacolo romano e nazionale che interagivano con lui per lo più telefonicamente. I disc jockey a Radio In, oltre ad occuparsi della diretta, avevano anche mansioni di regia per le trasmissioni del loro turno, per cui sia io che Roberta Coletti, che Enzo Ferreri trascorrevamo molte ore insieme a lui. Essendo buono come il pane, si prestava ai tantissimi scherzi: gli comunicavamo nell’interfono la telefonata del personaggio più assurdo che andava dal Papa al Presidente della Repubblica. Riccardo, con la faccia in preda allo stupore, si avvicinava al microfono : “Abbiamo una telefonata importante… Pronto è in onda… Mi dica“, questo ovviamente avveniva in preascolto mentre andava in onda una canzone. Non era permaloso e le risate le facevamo insieme. Però, per quanto mi sforzi in questo momento, non sono gli episodi divertenti a tornarmi in mente quanto un aneddoto piuttosto burrascoso e sicuramente per lui spiacevole. Finita la stagione radiofonica e con l’approssimarsi di agosto, Riccardo mi invitò ad una serata a Le Streghe Del Mare, sull’Argentario. Di solito non andavo in discoteca se non per motivi di lavoro, ma non volendo dispiacerlo andai. Lo spettacolo era una selezione di Miss Over40. Trovai all’ingresso Riccardo urlante e fuori di sè. Vedendomi esclamò “Gli faccio causa, lo porto in tribunale!“, e nella concitazione cercò di spiegarmi l’accaduto. Il proprietario giudicava le concorrenti non all’altezza per un concorso di bellezza e le invitava ad andarsene  insieme al loro agente, il tutto condito da un linguaggio “da caserma”. Riccardo a difesa delle concorrenti e della sua reputazione ingaggiò un diverbio non sapendo che si stava scontrando con una cintura nera della schiettezza e probabilmente fu per lui una delle prove più dure come agente. Ne riparlammo a settembre ed era sempre deciso a fare causa in virtù di un contratto che giudicava chiaro e impegnativo. Cercai di dissuaderlo da quell’azione che non lo avrebbe portato a nulla, anzi ad altri carichi di veleno e spese di avvocati. Passai poi a Radio Subasio, non ebbi più modo di vederlo. Non seppi mai come finì la questione ed a Massimo Bernardi non lo chiesi mai. Ciao Ric è stato bello incontrarti.»

Alexia Tippell (dj, modella)

«Riccardo era una persona di grande supporto. Nei gloriosi fine anni ’80 di Roma, quando ero ancora una bimba di appena 18 anni, mi propose di partecipare all’evento annuale Linea Sprint/Miss Lazio da lui organizzato e presentato al mitico club Piper 80. Perplessa, non ero così sicura di mettermi in gioco. Riccardo mi spronò, incoraggiandomi. Una persona di grande stile. Accettai e kaboom, mi ritrovai a sfilare sulla passerella del Piper, emozionantissima e fragile. La giuria votò: secondo posto. Fantastico ricordo di mille scatti fotografici, la fascia di Linea Sprint, i fiori e Riccardo accanto a me… Poco dopo venne nei camerini del Piper e mi disse: “Visto? Non avevi fiducia in te stessa, eri spaventata a morte ma lo sapevo, ero sicuro che avresti fatto colpo”.
Dopo la prima collaborazione ci furono altri importanti eventi che Riccardo organizzava, come la selezione per la pubblicità dei Mobili Rossetti. Anche questa una vittoria aggiudicata. Alvaro Vitali era un collaboratore. Mi ritrovai su tutti i cartelloni pubblicitari della Fabbrica dei Mobili Rossetti, sempre grazie al supporto di Riccardo Modesti. Mi mancherà molto. Lo ricorderò con grande gioia e soprattutto per la sua galanteria e gentilezza.»

 

Articolo e interviste di Faber Cucchetti

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