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Spegne oggi 62 anni Giorgio Tirabassi, l’amato commissario di “Distretto di polizia” ma anche il malfattore in “Il branco”. In quale veste lo preferite: paladino della legalità o maestro del crimine?

È stato un allievo di Gigi Proietti e per anni ci ha emozionato nel ruolo del commissario Ardenzi nella serie televisiva “Distretto di polizia”. Giorgio Tirabassi è uno dei volti più apprezzati del cinema e del teatro italiano che per diverso tempo ha intrattenuto le serate di tutti con i suoi ruoli nei film e nelle serie televisive.
La sua carriera ha inizio nel mondo del teatro, al quale l’attore si appassiona sin da ragazzino. Per diversi anni infatti lavora con la compagnia di Gigi Proietti, un maestro della comicità italiana. Successivamente poi si avvicina al cinema e prende parte ad alcuni film nei quali si trova spesso ad interpretare il ruolo di un criminale. In questi ruoli si rivela un attore davvero brillante, capace di entrare perfettamente nei panni del personaggio. Tuttavia il successo di Tirabassi arriva solamente nei primi anni del 2000, con “Distretto di polizia“, una serie dal successo colossale, nella quale l’attore è protagonista nel ruolo di ispettore e successivamente commissario. Per diverso tempo quindi Giorgio Tirabassi si trova ad intepretare il ruolo dei cosiddetti “buoni” e diventa anche il proganista della miniserie Paolo Borsellino, dedicata al giudice che combatteva contro la mafia.
Qualche anno dopo torna ad intrattenere le serate italiane, questa volta nel ruolo del proprietario del ristorante “Terrone” e protagonista della serie “Benvenuti a tavola” insieme a Fabrizio Bentivoglio.
Giorgio Tirabassi però non si limita ad essere protagonista del palco ma si cimenta anche nel ruolo di regista. Nel 2002 infatti, vince il Ciack d’oro per il suo cortometraggio “Non dire gatto” e qualche anno dopo dirige “Il grande salto”, un film nel quale insieme a Ricky Memphis interpreta la figura di un ladro, tornando così a trasformarsi in un personaggio del crimine come agli albori della sua carriera.

Pochi mesi fa l’attore è tornato tra i protagonisti del grande schermo, questa volta recitando in “Freaks Out“, un film di Gabriele Mainetti, il noto regista di “Lo chiamavano Jeeg Robot”. “Freaks Out” è un film unico nel suo genere ambientato ai tempi del 1940, nel quale Giorgio Tirabassi interpreta il proprietario di un circo chiamato “Mezza Piotta” ed il padre putativo di quattro ragazzi dotati di poteri magici. Ci sono ad esempio una bambina elettrica, un uomo lupo ed un ragazzo in grado di dominare gli insetti.
È quindi un film fantastico, in grado di strappare qualche lacrimuccia ma che soprattutto lascia tutti con il fiato sospeso fino alla fine.

Da sempre Giorgio Tirabassi è legato a due cose; il teatro e Roma. L’attore ha sempre vissuto nella Capitale e negli anni ne l’ha vista trasformarsi in una città piena di grandi di palazzi. Ha poi trascorso una buona parte della sua carriera sul set di Cinecittà.
Roma è quindi la scenografia della vita e dei film dell’attore e nonostante i suoi tanti difetti è una città impossibile da amare. L’artista infatti nel 2016 ha voluto dedicare un disco alla Capitale, “Romantica”. È un album di musica principalmente jazz che rende omaggio alla poesia e alla musica romana e che accompagna l’ascoltatore alla scoperta di Roma antica. Per presentare il suo disco l’attore ha anche fatto un tour nei teatri d’Italia, facendo anche tappa ovviamente a Roma.
Giorgio Tirabassi è poi particolarmente legato al romanesco, un dialetto nobile che rafforza i discorsi. Per lui è una lingua che libera la vera natura dell’uomo e che lo rende vivo e reale. Non ama infatti l’italiano perfetto, non è umano ed è troppo teatrale, perfino per un attore come lui.

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