Il panpepato, il dolce per eccellenza del Natale romano
Il panpepato è uno dei dolci più amati della tradizione romana. Un’esplosione di sapori e storia che porta con sé tutto il calore[...]
Tra i grandi classici della cucina romana non può mancare la cacio e pepe, un piatto che racchiude l’essenza del popolo romano. Sapete però come nasce? Come si prepara poi la perfetta cacio e pepe?

La cucina romana è fatta di piatti dai tanti sapori, che rendono felice il palato riempendo allo stesso tempo la pancia. Sono pietanze semplici, realizzate con pochi ingredienti che si possono trovare ovunque ma che combinati possono dare vita a qualcosa di unico.
Basta pensare per esempio alla carbonara, o alla gricia, che viene preparata semplicemente con del guanciale croccante, del pecorino stagionato e del pepe nero. Per non parlare della cacio e pepe, una deliziosa pasta realizzata semplicemente con del pecorino ed il pepe nero. È un piatto che racchiude l’essenza del popolo di Roma le cui origini si perdono nei secoli. Pare infatti che la cacio e pepe sia nata nei pascoli dell’agro romano, nei momenti in cui i pastori portavano le pecore per i campi. Dovevano stare via per diverso tempo ma soprattutto dovevano resistere alle condizioni del tempo, in modo particolare al freddo. Di conseguenza portavano nelle loro borse degli alimenti calorici, come delle fette di pecorino, degli spaghetti esiccati e del pepe in grani, che era il cibo perfetto per poter resistere al freddo. Nessuno pensava che quei pochi e semplici ingredienti avrebbero dato vita a un piatto del genere.

Chi avrebbe mai detto quindi che del semplice pecorino e del pepe nero avrebbero dato vita a questo piatto straordinario. Oggi la pasta cacio e pepe è una delle pietanze più amate della cucina romana ma anche una delle più insidiose da preparare.
Una buona cacio e pepe infatti si ottiene solamente attraverso la giusta unione degli ingredienti, ovvero l’acqua di cottura ed il pecorino grattugiato, che insieme devono dare forma ad una gustosa crema che poi va posata sopra la pasta. Il tutto deve essere poi mantecato a freddo ed infine unito al pepe nero tostato.
Il suo è quindi un condimento apparentemente povero che però unito ad un buon spaghetto può rivelarsi un’esplosione di sapori. Quest’ultimo è la pasta ideale per raccogliere tutto il sugo, anche se qualcuno preferisce il tonnarello oppure il rigatone. Alla fine comunque ciò che conta è il condimento.

Basta quindi un poco di attenzione e qualche accortezza per ottenere la cacio e pepe perfetta. Un buon condimento va innanzitutto preparato in una ciotola grande, affinchè gli ingredienti possano essere ben mescolati tra loro e venga fuori una fantastica crema.
Il pecorino poi deve essere ben stagionato e da grattugiare. Il pecorino in busta si può usare in altre ricette ma è sconsigliato nella cacio e pepe, perché se il pecorino è troppo farinoso, è davvero difficile realizzare la crema.
È poi sconsigliato l’uso del sale nell’acqua di cottura e se proprio deve essere aggiunto, va messo in quantità minime. Il pecorino è un formaggio che contiene molto sale al suo interno. Del sale in eccesso potrebbe davvero rovinare un buon piatto di pasta.
L’acqua di cottura che viene poi usata per creare la salsa non deve essere bollente ma semplicemente calda. Il formaggio infatti non deve filare ma si deve amalgamare con l’acqua. Bisogna poi fare attenzione a quanta acqua si mescola con il pecorino. L’obiettivo è creare una crema, non una minestra.
Infine la salsa deve essere mantecata a fuoco spento con la pasta, per fare in modo che anche in questo caso il formaggio non fili, ma diventi una cremina in grado di sprigionare tantissimi sapori.

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