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Roma al metro, linea C: cosa si può vedere scendendo a Borghesiana?

foto di: Immagini prese dal web

Borghesiana è la quinta stazione della metropolitana linea C di Roma. Si trova all’interno della via Borghesiana nota anche come la Valle della morte.

La Valle della morte

La Borghesiana è una fermata che si trova nel mezzo del quartiere da cui prende il nome, ed è anche la stazione della tratta ferroviaria Roma-Fiuggi. Negli anni questa ha subito alcune chiusure e riaperture dovute ai lavori di ristrutturazione della linea C.

La zona viene soprannominata in più modi ma il nome più strano che le viene dato è però “Valle della morte”, a causa delle catacombe di San Zotico che si trovano a soli 2 km dalla stazione. Queste un tempo erano costruite lungo l’antica via consolare Labicana e contenevano le spoglie dei Santi Zotico, Ignazio, Ireneo ed Amazio che poi però sono state trasferite in città.

Appartengono al secolo IV ma sono state trovate solamente alla fine del 1800 e poi restaurate grazie ad alcuni studenti dell’Università di Tor Vergata. Durante gli scavi vengono scoperte diverse cose tra cui alcuni frammenti della Labicana e dell’oratorio costruito in onore dei Santi.

La catacomba era lunga ed era realizzata sotto un enorme banco di tufo. Era costituita da una galleria centrale e da altre più piccole. Nella principale era stata ritrovata la nicchia dei Santi e sopra di questa vi era un affresco che li raffigurava. Negli anni nonostante la loro tarda scoperta le tombe erano state frequentate da diverse persone. In età medievale ad esempio qualcuno aveva realizzato degli scalini per poter agevolare l’ingresso mentre ai tempi della guerra mondiale qualcuno ci si era addirittura rifugiato ed aveva rilasciato dei graffiti al suo interno. Una valle della morte che nel tempo era diventata della salvezza.

Una chiesa in onore del patrono dei parroci

I credenti quindi ameranno questa stazione, intorno alla quale si nascondono tante piccole chiese e santuari. Tra queste ve ne è una dedicata a San Giovanni Maria Vianney, il patrono di ogni parroco.

San Giovanni Maria era noto per le sue opere di evangelizzazione e carità nei confronti dei più poveri, ma era anche un ottimo confessore e direttore spirituale, per questo motivo era stato canonizzato.

La chiesa in suo onore è considerata oggi una delle più moderne di Roma ed ha una struttura davvero particolare. Ha la forma di una tenda, è realizzata in calcestruzzo ed ha una sola aula. Le sue facciate sono poi circondate da tante piccole vetrate che sono intervallate tra loro dalle mura della chiesa.

Un’antica torre di avvistamento

In passato le zone della Casilina e Borghesiana erano particolarmente interessate dalla Chiesa e dalle famiglie nobili. Quest’ultime avevano fatto costruire delle torri con lo scopo di avvistare i nemici e difendere il territorio. Tra di loro oggi rimane la Torre Jacova che è stata costruita nel 1200 dalla famiglia Colonna e che oggi si trova tra i vigneti ed alcuni palazzi. La particolarità della torre è che questa è stata edificata come il Monte Testaccio, ovvero grazie all’utilizzo di detriti e scarti di selce, con i quali sono stati realizzati i mattoni che sono impilati ed alternati tra loro. Un tempo era alta sei piani, tre dei quali si sono persi nel tempo. Oggi poi della grande torre rimangono solo pochi ricordi ma resta tuttavia un luogo affascinante e suggestivo nel quale si respira la storia.