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Roma, la città delle più celebri cacce al tesoro

foto di: Immagini prese dal web

Vi siete mai chiesti quanti sguardi  abbia attirato Roma, su di sé, per via di tutte le sue bellezze? Non parliamo solo dei turisti, ma di chi ha visto in quelle meraviglie la possibilità di un guadagno. Di chi, insomma, è giunto a Roma con l’intento di realizzare una vera e propria caccia al tesoro! Quanti avranno davvero trovato qualcosa? 

Le cacce al tesoro più celebri della Capitale

Quando si parla di Roma non si può far a meno di menzionare il suo incredibile patrimonio artistico-culturale. Insieme, non si può non parlare, di tutte le sue leggende e di tutti i suoi racconti: in altre parole, della sua storia. Una storia spesso molto divertente, in cui, tra le altre cose, curiosamente si inseriscono tantissime cacce al tesoro. Pare che Roma infatti si stata la protagonista, proprio per via delle sue inestimabili ricchezze, di innumerevoli ricerche, alla scoperta di presunti tesori nascosti. Fra queste, qualcuna è persino andata a buon fine! Quali saranno state le principali? Soprattutto, voi, ne sapevate qualcosa?

Il tesoro dell’Arco degli Argentari

Nonostante il nome crei nell’immaginario le sembianze di un arco simile all’Arco di Tito, l’Arco degli Argentari è in realtà una piccola porta architravata, posta di fianco alla chiesa di San Giorgio in Velabro, nel cuore del quartiere Ripa di Roma. Dedicato agli argentarii et negotiantes boari huius loci (“i banchieri e i commercianti boari di questo luogo“), come riportato sull’epigrafe, questo luogo porterebbe con sé, ben nascosto nel basamento, un antico tesoro.


(Fonte: Wikipedia)

Così, credeva pure uno studioso goto che, per l’occasione, era giunto a Roma al tempo di Pio VI. Munito di scalpello e di corde, l’uomo aveva sì trovato il punto esatto in cui scavare (vicino un bassorilievo raffigurante una serpe e una figura, con una cornucopia in un mano) ma, dopo aver cominciato ed essersi calato in quella buca tanto profonda, non aveva fatto più ritorno.

Il tesoro di via Alessandrina

Storia diversa invece per un appartamento di via Alessandrina, al centro di Roma, nel quale, durante una demolizione degli anni ’30 (obbligata da una modifica urbanistica che avrebbe connesso il Colosseo con Piazza Venezia), ritrovarono ben nascoste 2 529 monete, di varie epoche e provenienze, e 81 monili antichi, per un totale di diciassette chili d’oro! D’altra parte, l’appartamento, fino a qualche decennio prima, era appartenuto all’antiquario Francesco Martinetti. A scovare gli oggetti preziosi era stato un manovale, raccontano i documenti. Nel colpire la parete, Antonio Simonetti, aveva riportato alla luce involontariamente il preziosissimo covo, coi suoi numerosi rotolini di carta.


(Fonte: Roma Sparita)

Via dell’Arco della Ciambella

Legata sempre ad un arco, il protagonista di questa storia è invece un cardinale, il cardinal Della Valle, un uomo particolarmente ostinato, soprattutto in fatto di tesori. Convinto ce ne fosse uno, nei pressi delle Terme di Marco Agrippa, poco distanti da Largo Argentina, intorno alla metà del ‘500, fece scavare lì dai suoi manovali. Il cardinale non aveva tutti i torti e, in effetti, i suoi cavatori riportarono in superficie una corona imperiale tutta d’oro. Così, nell’aspetto simile a quello di una ciambella – così la definirono quegli uomini – il nome di quella forma circolare, rimase ad indicare per sempre quel luogo.

Il tesoro del Colosseo

E vogliamo parlare della leggenda che vedrebbe un inestimabile tesoro proprio sotto uno dei monumenti più simbolici di Roma, il Colosseo? Ebbene si, il permesso di scavare fu persino concesso ad un tale Testa, intorno alla seconda metà del 1800. A nascondere il tesoro, sei secoli prima, si credeva fosse stata la famiglia baronale dei Frangipane. Il motivo di quel curioso occultamento era stato, probabilmente, lo scontro, di lì a breve, con la potente famiglia aristocratica degli Annibaldi, contendente storica di quella che sarebbe divenuta la zona archeologica del Colosseo.

La gatta di palazzo Grazioli

E ve la ricordate la gatta sacra posta sul cornicione di Palazzo Grazioli? Fra le motivazioni che spiegherebbero la sua presenza lì, una leggenda la vorrebbe principio di una caccia al tesoro.


(Fonte: Wikipedia)

Seguendo il suo sguardo, infatti, pare si riesca a trovare il punto esatto di un bottino prezioso. Molti hanno provato, ma finora nessun tentativo è andato a buon fine. Chissà se è ancora lì sotto, se è stato già estratto o se è soltanto una delle tante storielle raccontate da Roma!

La porta magica

Infine, la Porta magica, di cui già abbiamo ampiamente trattato, e che si fa portatrice di un vero mistero, nelle sue strane iscrizioni. Cosa vorranno dire?