Un'invenzione romana che ti lascerà a bocca aperta | Roma.Com

Un’invenzione romana che ti lascerà a bocca aperta

Antiquati sì, ma mica stupidi ‘sti romani, anzi! L’invenzione che scopriamo oggi lascia davvero a bocca aperta per la sua modernità…

L’ipocausto

I romani hanno inventato di tutto. Alcune delle loro invenzioni sono utili ancor oggi, oltre che sorprendenti. C’è n’è una poi che pare così moderna da stupire più delle altre, senza nulla togliere agli acquedotti, che comunque ne hanno vista passare di acqua sotto i ponti! Il suo nome è ipocausto.

Dal greco ὑπόκαυστον ( ὑπό = “sotto” e καίω = “brucio”), già gli antichi greci conoscevano questo meccanismo. L’esemplare più antico si trova nei resti delle terme di Cladeo a Olimpia, datate intorno al 100 a.c. Tuttavia, furono i romani a perfezionarlo e ad ampliarne le funzioni, facendone un sistema che era possibile utilizzare in tutte le domus, in particolare le ville più lussuose e le terme. Ma di cosa si tratta?

Un’invenzione per proteggersi dal freddo

Se si dovesse spiegare con termini d’oggi, a parole povere insomma, l’ipocausto fu il primo riscaldamento a pavimento della storia. L’invenzione consisteva, infatti, nella circolazione di aria calda all’interno di piccole cavità poste sotto terra, e nelle pareti delle stanze da dover riscaldare. Perciò era utile in luoghi come le terme dove, tramite tubuli in laterizio, il calore si distribuiva per l’intero spazio.

I più abbienti, poi, cominciarono a volerlo anche nelle proprie dimore, per proteggersi dal freddo invernale. Alimentato da un grande forno, il praefurnium, inizialmente posto in cucina, l‘aria calda ad altissima temperatura defluiva allora in uno spazio vuoto già predisposto sotto la pavimentazione interna, detta suspensura, e si distribuiva dal basso all’alto, rendendo più confortevole la temperatura dei pilastri in mattone che vi poggiavano sopra.

La storia del riscaldamento a pavimento

Secondo alcune fonti antiche, gli storici romani attribuivano quest’invenzione, o meglio la sua messa a punto, a Sergio Orata, un cittadino romano di Lucrino, paese oggi a poca distanza dal lago d’Averno, vissuto ai tempi di Cicerone. Ma come gli venne l’idea? 

Pare che l’uomo si ispirò al sistema di riscaldamento naturale della zona dei Campi Flegrei. Una vasta area situata nel golfo di Pozzuoli, poco lontana da Napoli, nota nell’antichità per la sua attività vulcanica. Traslando il concetto fisico di questo luogo, egli riuscì dunque a realizzare un primo prototipo di ipocausto romano, cambiando per sempre le abitudini di chi sarebbe venuto dopo. Pensa che gli ipocausti restarono in funzione nell’area mediterranea ancora nel Medioevo, quindi fino al XII secolo!

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