Anna Magnani, cinque curiosità su un'icona romana | Roma.Com

Anna Magnani, cinque curiosità su un’icona romana

È stata un’icona del cinema e della romanità. Il 7 marzo del 1908 nasceva l’attrice Anna Magnani. Ecco cinque curiosità che forse non conoscevi.


(Fonte: ArtPhotoLimited)

1 – Quando prese il suo ruolo Sophia Loren

1960, esce il cult cinematografico La ciociara. Nei panni di Cesira, una giovanissima e bellissima Sophia Loren, che due anni dopo grazie alla pellicola vince l’Oscar (1962). Eppure, all’inizio, il ruolo era stato scritturato per l’attrice romana Anna Magnani che lo aveva rifiutato poi, perché non voleva interpretare la madre della Loren, inizialmente nel ruolo della figlia Rosetta. È per questo motivo George Cukor ne aveva rifiutato la regia. Al suo posto il film venne infatti girato dal neorealista Vittorio De Sica.

2 – Una stella mondiale

Ogni attore ne vorrebbe una. Avere una stella nella celebre Hollywood Walk of Fame è davvero un vanto, per gli addetti ai lavori. Ebbene, Anna Magnani è una delle poche personalità italiane ad avere una stella in questa prestigiosa strada americana. Tutti concordano sul contributo che ha dato al mondo del cinema e dello spettacolo mondiale. Anna Magnani è un’icona, non solo per lo star system.


(Fonte: Il giornale di Salerno)

3 – Elogi dentro e fuori dalla Terra

Il 12 luglio del 1961 Jurij Gagrin, cosmonauta, aviatore e politico sovietico, a bordo del Vostok 1, fu il primo uomo a volare nello spazio, compiendo la prima rotazione della storia intorno al nostro pianeta. Una volta terminato il giro, sapete cosa disse? «Saluto la fraternità degli uomini, il mondo delle arti e Anna Magnani»! Insomma, l’attrice romana non fu elogiata non solo sulla terra, ma anche dallo spazio.

4 – L’amore per Roma

Anna Magnani amava le sue origini, amava la sua terra. Anna Magnani amava Roma, la sua cultura e il suo folklore: «sono di Porta Pia», affermava con orgoglio a chi, scherzando sul matrimonio della madre ad Alessandria d’Egitto, diceva che fosse egiziana. Non a caso, Antonello Tromabadori, giornalista, critico d’arte, politico, poeta in dialetto romanesco, parlando della tecnica espressiva dell’attrice diceva:


(Fonte: Radio Napoli)

«Il romanesco era per lei un modo di comunicare con il pubblico. Casomai Anna Magnani era un’intellettuale mancata, non era un’attrice popolaresca ma un’attrice che mirava a essere estremamente funzionale e intellettuale. Non era un’istintiva, ma meditata e pensata. Più di quello che si possa credere. L’istinto e l’impulso a comunicare non vengono in lei abbandonati a se stessi ma sorvegliati e indirizzati. Per cui i suoi personaggi non sono il suo punto di partenza, ma un modo di essere dentro ciò che è popolaresco». 

5 – Il soprannome

Infine, Anna Magnani rappresentò, per Roma e per l’Italia, il simbolo del cinema del dopoguerra e soprattutto l’immagine della donna popolare romana. I concittadini la amavano talmente tanto che le diedero perfino un soprannome, utilizzando un epiteto piuttosto affettuoso, ovvero Nannarella.


(Fonte: taxidrivers.it

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