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Per la serie “percorsi segreti dentro Roma che magari ancora non conosci”, esistono nella capitale tantissimi sottopassaggi o itinerari nascosti. C’è n’è uno che addirittura si chiama “sottopassaggio dei sette nani”, perché?

L’abbiamo sempre detto: Roma è ricca sopra, ma anche sotto. Ai sotterranei della città, ai cunicoli nascosti, si aggiungo anche alcuni sottopassaggi segreti che forse ancora non conosci, come quello che riporta il nome di alcuni protagonisti della Disney, cioè i sette nani. Quanti sono questi passaggi e scorciatoie segrete di Roma? E dove si trovano?
Riponi automobile e motorino nel garage, o in un parcheggio (sempre che lo trovi!), perché per andare alla scoperta di questi percorsi suggestivi di Roma ti servirà soltanto una buona bicicletta o una buona dose di voglia di camminare. È ai pedalatori o a chi ama passeggiare che oggi ci rivolgiamo, con questa mappa che ti farà conoscere una serie di strade alternative, da utilizzare quotidianamente o da sperimentare per una gitarella col sole, nella capitale. In questo articolo riporteremo, in particolare, i passaggi dai nomi più curiosi, cercando di capire perché si chiamano così, o dalla posizione più suggestiva, cercando di capire dove si trovano.

Connette la periferia di Morena al centro della città, passando per San Giovanni, ma perché il sottopasso dei sette nani si chiama così? Erano i primi giorni di aprile 2015, quando un gruppo di sette ciclisti volontari realizzarono e istallarono due scalette, per scendere e per risalire da questo sottopasso: è da quel momento che assunse il nome di sottopasso dei sette nani, per via della laboriosità di quei ciclisti.
Tracciato ciclo-pedonale che, nella sua interezza, porta da Ciampino fin dentro il Circo Massimo, per una lunghezza di circa tredici chilometri, l’Asse degli Acquedotti è forse uno dei percorsi più belli da fare all’interno della capitale. Questa strada valorizza, e porta ad attraversare, infatti, principali parchi di Roma: il Parco degli Acquedotti, il Parco di Tor Fiscale, il Parco della Caffarella e il Parco di Tormancia, connettendoli fra loro. Inoltre, unendo la bellezza delle mastodontiche e celebri costruzioni architettoniche degli acquedotti romani alla natura, è l’ideale per chi ama ammirare, in un colpo solo, sia l’arte sia il verde della città.

È un sentiero fluviale di sei chilometri che va da ponte Mammolo a ponte Nomentano, passando per la Riserva naturale Valle dell’Aniene: questo percorso, da fare in bici o a passeggio, è meraviglioso. Partendo dalla stazione Rebibbia della metropolitana, per trovare l’ingresso vi basterà raggiungere via Furio Cicogna. Dopo circa un chilometro, seguendo il corso del fiume, entrerete in uno degli ambienti verdi più belli della capitale, la Riserva naturale della Valle dell’Aniene. Passerete, quindi, per gli orti urbani della Riserva, e dopo l’ennesima curva fluviale, arriverete al ponte Nomentano, un’affascinante costruzione fortificata in origine costituita da due torri, oggi solo pedonale. Al termine, infine, incontrerete la breve salita al Monte Sacro. Quel luogo che, in passato, già i romani chiamavano Sacer Mons, e che fu occupato dai plebei, per protesta, contro i soprusi dei patrizi, fino all’intervento di Menenio Agrippa.
Chiamato anche il sottopasso della “Variante dei lampadari“, strada a sua volta definita ironicamente così per il gran numero di rivendite di materiali per l’illuminazione, il sottopassaggio Gregna Sant’Andrea non è solo funzionale, per raggiungere il centro di Roma, ma bellissimo da attraversare, perché pieno di murales colorati, sui temi della natura e della giungla urbana. Insomma, un luogo che, dal degrado iniziale, è stato trasformato nel 2016 in una galleria d’arte moderna su strada, aperta a tutti.

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