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Si è preso “Cura” di migliaia di cuori infranti, soltanto con la sua voce e le sue meravigliose canzoni. Oggi, è un anno dalla scomparsa di uno dei più grandi cantautori della musica italiana: Franco Battiato.

È marzo del 2016. Franco Battiato sale sul palco dell’Auditorium accompagnato da Alice. Insieme a loro, ad impreziosire la serata anche l’Ensemble Symphony Orchestra, con una struttura cameristica di 14 elementi. La scaletta porta il segno di alcuni dei più grandi capolavori del cantautore siculo.

La gente conosce a memoria ogni parola, ogni pausa, ogni attacco de La Cura, L’Era del cinghiale Bianco, o Centro di gravità permanente, e lo show fila liscio portando in scena 18 canzoni, 18 poesie firmate dall’artista senza tempo che era Franco Battiato. Nello stesso anno esce l’album Live in Roma.
A un anno dalla morte di questo genio assoluto della canzone d’autore, anche la Rai Documentari gli dedica una prima serata, con Il coraggio di essere Franco, in onda stasera alle 21.20 su Rai 1. Il film ripercorre le tappe della vita e della carriera di questo artista a dir poco rivoluzionario della musica italiana.

Al ritratto personale, ricostruito grazie al racconto della nipote, si mescolano allora i materiali inediti: gli archivi fotografici della famiglia, quelli dell’etichetta discografica Universal Music, quelli della Rai e tanti altri; e alcune riprese esclusive realizzate nelle case di Milano e di Milo, in Sicilia, sua terra natale. Per rendere ancora più speciale il ricordo di Franco Battiato, poi, un suo brano mai uscito prima.
Quando si parla di sperimentazione musicale e di innovazioni, d’altra parte, non si può non fare il nome di Franco Battiato. Nessuno come lui è riuscito a mettere in discussione le regole del fare musica, scuotendo il pubblico e la critica ad un risveglio creativo diverso, nuovo, profondamente personalizzato e suo. Con Franco Battiato in scena, il concetto di musica pop cambiava completamente faccia.

Le sue canzoni sono, ancor oggi, racconti intrisi di misticismo e spiritualità, in grado di portare altrove, in terre e luoghi mai battuti. Dagli inizi, dall’incontro con le sonorità elettroniche di Karlheinz Stockhausen, l’artista è riuscito a sovvertire la grammatica dei suoni, facendo della musica una materia plastica e divina. Per questo, forse, le sue canzoni resteranno per sempre nei cuori degli italiani: perché sono viaggi. Itinerari alla scoperta di mondi nuovi, fuori e dentro di sé.
Diceva di aver vissuto molte vite, Battiato, di non essere mai nato e mai morto: allora anche la sua memoria resterà eterna.
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