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Avete mai sentito parlare della passeggiata del Gelsomino? Luogo sconosciuto di Roma, il suo panorama vi sorprenderà!
Come ognuno di voi saprà, anche il Vaticano aveva una ferrovia. La costruzione della speciale linea, voluta intorno agli anni ’30 del ‘900, permetteva allo Stato Pontificio un collegamento con l’allora Regno d’Italia. Negli anni essa fu utile, in particolare, per l’approvvigionamento e lo spostamento degli abitanti della Città del Vaticano, compreso il Papa, dentro e fuori Roma. Il primo viaggio passeggeri fu effettuato intorno agli anni ’50; mentre il primo Pontefice ad usufruirne fu papa Giovanni XXIII, per il pellegrinaggio verso Loreto e Assisi. Tuttavia, con la modernizzazione e la possibilità del trasporto delle merci su gomma, la ferrovia più breve del mondo fu dismessa; e, più tardi, in occasione del Giubileo del 2000, uno dei due binari fu rimosso. Al suo posto, però, nacque la Passeggiata del Gelsomino. Per raggiungerla, quindi, vi dovrete recare all’interno della Stazione San Pietro, accedere come se doveste prendere il treno, e percorrere il binario 1.
Luogo insolito e sicuramente poco conosciuto, vi troverete d’un tratto a passeggiare all’interno di questo suggestivo percorso pedonale. Collegando la Stazione San Pietro alla Rampa Aurelia, la Passeggiata del Gelsomino, estesa fino alle mura Vaticane, vi permetterà di godere di una meravigliosa prospettiva sulla Cupola di San Pietro. Insomma, questo angolo di paradiso nascosto, e per questo ancora incontaminato, vi regalerà una vista sul Cupolone diversa, rispetto a quella abituale, rivelandosi come un vero e proprio gioiello, nel cuore della Capitale. Si tratta del ruppero di un ex binario davvero sorprendente! Ma perché si chiama così? L’origine del nome deriva dalla qualità di piante presenti lungo il tragitto, appunto i gelsomini: soprattutto d’estate, l’intera passeggiata si riempie di fiori bianchi, inebriando l’aria di quel loro tipico profumo dolce e rilassante. Sarà un caso abbiano scelto proprio quella varietà, mentre ci si dirige verso San Pietro? Chissà! Quel che è certo è che il panorama vi lascerà senza parole, in particolare nella stagione estiva, perché quei rampicanti candidi ricopriranno ogni recinzione di ferro, donando al luogo un aspetto incantevole. Poco distante tra l’altro, via Piccolomini e all’interno dell’omonimo parco, la FattOrietta, una divertente fattoria didattica per bambini.
Catalogandosi come una delle passeggiate più romantiche di Roma, insieme alla passeggiata del Gianicolo, non pare sia un caso trovare dei gelsomini, proprio lì. Sapete che proprio la passeggiata affaccia su quella che, un tempo, era chiamata la Valle del Gelsomino? Definita così per via di una strada, via dei Gelsomini, esistente già prima dell’annessione di Roma al Regno d’Italia, la Valle si estendeva fra l’altura del Vaticano e quella del Gianicolo. Perché si chiamavano così? Pare che, quelle definizioni fossero dovute alla presenza, nei pressi, di un’osteria che portava quel nome. Il proprietario, infatti, con quell’insegna voleva omaggiare le sue origini, ricordando chi per primo aveva introdotto la pianta in Italia, ovvero il Granducato di Toscana. Secondo la leggenda, fu un giardiniere a rubare il piccolo fiore, dal giardino di rarità botaniche gelosamente custodito dal Granduca, per donarlo alla fanciulla della quale era innamorato. Grazie a quel furto, i due si sposarono e, forse per quello, il fiore rappresenta il simbolo del matrimonio, la buona fortuna di quel legame.
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