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San Valentino, da festività religiosa a festa degli innamorati: come nasce e perché si festeggia?
Sta arrivando. Che lo vogliate o meno, San Valentino è dietro l’angolo e, se non si ha nessuno da amare, qualcuno già risponde che si può amare se stessi, inneggiando a quel sano egoismo da chiamare rigorosamente amor proprio, fra autocompiacimento e coscienza di sè. Come ogni anno, poi, agli addobbi a forma di cuore, ai cioccolatini e ai bouquet di fiori, si aggiungono i soliti due schieramenti.

(Fonte: Stile.it)
Da un lato quelli che: “non mi serve un giorno, io amo tutto l’anno“; dall’altro, in prima fila col bigliettino d’auguri in mano, quelli che: “è bello festeggiare l’amore. San Valentino è tradizione“. Due voci e due fazioni che, alla fine dei conti, s’accorderanno per una cena fuori, ricordando a tutti – “ma proprio a tutti!“, si lamenteranno gli anticonformisti – che è vero: non abbiamo bisogno di un remainder annuale, ma di una buona scusa per ritagliarsi del tempo insieme, forse si.
Per chi vive nella città che porta inciso l’amore dentro, che sfoggia già solo nel nome il suo romanticismo, non sarà difficile trovare un luogo adatto ai vostri festeggiamenti. Roma-amoR sa donare bellezza in ogni dove, non ci sono dubbi. E sa farlo per tutti, anche per chi non ha il proprio Valentino o la propria Valentina. Avete mai provato a passeggiare da soli lungo i Fori Imperiali o sul Lungotevere? È difficile sentirsi abbandonati a sé, al cospetto di qualche meraviglia romana: più che una statica e fredda vestigia, un continuo abbraccio, per una storia che, dalle pagine dei libri, si dispiega ad ogni passo, su ogni sampietrino, lungo ogni via. Un racconto che vive ancora e, ancora, si lascia respirare. Un puzzle, al cui interno si incastra ogni cosa; si spiega ogni cosa, compreso – probabilmente – il San Valentino. Curiosi?
La festività venne introdotta, la prima volta, nel 496 da Papa Gelasio I. L’intento del Vaticano non era solo andare a sostituire la precedente festa pagana dei Lupercalia, ma presumibilmente cristianizzarla, trasformandola da cerimonia romana a festa religiosa, in ricordo del martire San Valentino di Terni.

(Fonte: Mental Floss)
Ora, sebbene la figura del santo predicasse (anche) l’amore, risulta tuttavia controversa l’associazione di questa festività agli innamorati e del santo a loro protettore. È vero, secondo la leggenda San Valentino donò del denaro ad una fanciulla che, senza dote, non si sarebbe potuta sposare, dunque agì a favore dell’amore, ma è solo questo ad aver creato la tradizione? Nel corso degli anni, gli interpreti sono stati molti: c’è stato addirittura chi ha ricondotto la data degli innamorati alla ricorrenza di fidanzamento fra Riccardo II d’Inghilterra e Anna di Boemia e, poi, chi l’ha smentito. Insomma, perché l’amore si festeggia il 14 febbraio? Per quanto l’evoluzione della festività sia incerta, tra le tante teorie in merito, pare si festeggiasse già dal Medioevo. Così, il 14 febbraio del 1400, veniva fondato a Parigi l’Alto Tribunale dell’Amore, un’istituzione ispirata e dedita all’Amor Cortese, col compito di prendere decisioni, appunto, su questioni amorose.

(Fonte: La COOLtura)
Ora, però, sorge un quesito: e se si potesse ricondurre alla storia dell’antica Roma? San Valentino, in fondo, si sostituì ad una festa romana. E se i festeggiamenti sull’amore provenissero proprio dai Lupercalia?
Nel giorno dei Lupercalia, infatti, l’ordine umano regolato dalle leggi si interrompeva e, nella comunità, faceva il suo ingresso il caos. Solo così la società poteva purificarsi e rinascere, passando dall’assopimento al risveglio. In particolare, durante i festeggiamenti diventava fondamentale l’idea di una condizione primordiale e divina: quella di una sessualità libera, impersonata dal dio agreste Fauno-Luperco (protettore della fertilità).

(Fonte: Assolo di poesia – blogger)
L’amore, d’altra parte, non si associava mai alla pura razionalità, ma al desiderio e al corpo. Così, il Papa, sui recisi Lupercalia, istituì una festa che non si distaccasse dal concetto di amore e, tuttavia – come religione comanda – vedesse l’amore in senso più romantico, privo di riferimenti espliciti alla sessualità, sebbene biblicamente fertile, fruttuoso e finalizzato alla riproduzione.
Ovviamente, oggi sappiamo quanto l’amore assuma tante, tantissime forme; quanto sia colorato e vario. L’amore è libertà, scelta, sentimento e, più alta espressione di se stessi, pervade ogni ambito, non soltanto quello comunemente definito amoroso. Perciò, noi facciamo gli auguri ad ognuno di voi, a tutti coloro che amano, indifferentemente chi o cosa, dentro o fuori di sé!
Buon San Valentino!
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