Priverno, da colonia romana a borgo "Città d'Arte" | Roma.Com

Priverno, da colonia romana a borgo “Città d’Arte”

Per la rubrica a due passi da Roma, oggi ti portiamo a Priverno, antica colonia romana e dal 2002 Città d’Arte.

Da colonia a punto di riferimento dell’Antica Roma

Se dovessimo tracciare una linea temporale, la storia della città di Priverno si colloca ancora prima della nascita di Roma. Le sue origini risalgono, infatti, a quattro secoli prima della leggenda di Romolo e Remo, quando al comando di questo potente centro strategico c’era la popolazione dei Volsci. Solo nel 329 a.C. Priverno fu conquistata e rasa al suolo dai romani che vi ricostruirono interamente un nuovo centro abitato, col nome di Privernum romana.

Oggi Priverno, adagiata nella Valle dell’Arseno, circondata dai Monti Lepini e Ausoni, nel territorio delle fonti termali chiamati Laghetti del Vescovo, è un borgo che per bellezza e struttura tramanda e racconta ai suoi visitatori tantissime storie passate. Non a caso, dal 2002 si fregia del ruolo di Città d’Arte. Ma quali sono le sue maggiori attrazioni?

Cosa vedere a Priverno

Tra palazzi storici, chiese antiche, reliquie, piazze e vicoli c’è davvero l’imbarazzo della scelta, su cosa vedere a Priverno.
Il piccolo borgo, che di epoche storiche ne ha attraversate davvero tante, porta con sé, infatti, i segni della sua lunga vita: da quando era una colonia romana a quando divenne un municipio importantissimo per l’Impero, perché posizionata sulla Via Appia, strada utile ai commerci di Roma; dalla distruzione da parte dei Saraceni, a quando divenne di proprietà dello Stato pontificio.

A narrare la sua storia, ben conservati, tantissimi monumenti e pezzi unici. A saltare all’occhio sicuramente è l’impianto medievale che Priverno conserva. Nella piazza principale del borgo, all’interno del Duomo di Santa Maria Annunziata è riposta poi la reliquia di San Tommaso d’Aquino, patrono della città. Una menzione va inoltre al Castello di San Martino, anche detto villa Gallio, col suo color rosso sgargiante, al cui interno nel Giardino di Archimede sorge il Museo della Matematica. Ultima, non per importanza, poi la Privernum romana: un sito archeologico con mura antiche e mosaici.

Priverno gastronomica

Infine, qualche consiglio gastronomico su cosa assaggiare a Priverno non può mancare. Pare che qui la mozzarella di bufala e quello che viene chiamato la Bufaletta, ovvero uno spezzatino di carne di bufala, siano proprio prodotti da non perdere. Ad accompagnare il tutto puoi trovare la falia, ovvero una sorta di impasto pane-pizza che un tempo portavano con sé i pastori, durante le loro intense giornate di pascolo in campagna con gli animali.

Se invece amate le zuppe, anche se non è proprio stagione, la Bazzoffia è un piatto che dovete provare: una zuppa composta di verdura, pane raffermo, uova e pecorino. Una scorpacciata di sapore, energia e proteine. Chiudiamo in bellezza, poi, coi chiacchietegli, tipici broccoletti del territorio dal colore particolare, cioè viola; e il coniglio alla ciociara, con rosmarino, maggiorana, filetti d’acciuga e peperoncino, sfumato col vino.

 

 

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